Marhaban

Marhaban … ovvero benvenuti!

Con questa espressione si inaugura questo blog,  uno spazio che si propone di tenere aperta una finestra su Piazza Tahrir, il centro nevralgico del Cairo, l’arena nella quale una generazione di rivoluzionari è riuscita a fare uscire di scena il dittatore,  Hosni Mubarak, quelli che molti pensavano fosse l’intramontabile faraone.  Erano anni che questi giovani cercavano di rovesciare il regime, ma i tempi non sembravano essere maturi. Eppure loro non hanno mai smesso di sognare e di lottare.  A questi giovani ho dedicato il mio primo libro, “I ragazzi di Piazza Tahrir” e questo blog, uno spazio virtuale nel quale l’occhio di bue che ha seguito la genesi e l’evoluzione di questa generazione continuerà a seguire i loro movimenti, in questo duro processo di transizione.  Il raìs ha fatto le valigie ed è ora rintanato nel suo resort sul Mar Rosso, ma i carriarmati al Cairo sono ancora per strada e il percorso per la realizzazione della democrazia egiziana è in salita. Gli appuntamenti importati sono tanti, in primis le elezioni parlamentari e presidenziali che si terranno entro fine anno.

In questo spazio monitoreremo questo processo, terremo aperto gli occhi, continuando a riservare particolare attenzione a questi giovani assetati di libertà e democrazia. Cercando di coinvolgere internauti in un forum di discussione,in seguito inizierà un percorso di supporto al libro nel quale cercherò di approfondire il dibattito, mostrando anche materiale aggiuntivo che, per questioni di formato, non ho potuto inserire nel libro.

Sarà un bel viaggio, inshallah!

 

 

 

 

 

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Al via i dibattiti televisivi

Al centro della giornata di oggi ci saranno le elezioni parlamentari algerine. Descritte come le piu’ libere, aperte e trasparenti nella storia del paese, queste votazioni sembrano essere l’ennesimo antidoto con il quale il presidente algerino vuole immunizzare il suo popolo dal contagio delle primavere arabe.

E metre aspettiamo l’esito  delle urne ( probabilmente  segnato da un alto tasso di astensionismo), torniamo per un attimo in Egitto dove la notizia allarmente e’ quella del ritorno dei test di verginita’. Ad accusare i militari a ricorrervi nuovamente sono stati degli attivisti che hanno detto che alcuni soldati li avrebbero praticati su donne che manifestavano nei dintorni di Abassya la settimana scorsa.

Queste denunce non fermano la campagna elettorale dei candidati alle presidenziali.  Oggi prendono infatti il via i dibattiti televisivi tra candidati. I primi della storia egiziana. A sfidarsi saranno i due favoriti: Amr Moussa e Abu el Fothou.

Ecco un divertente video di sostegno ad Abu El Fothou.

Sullo sfondo resta invece bloccata la questione relativa alla creazione della Costituente. La transizione egiziana appare quindi sempre più incerta. La battaglia sulla costituente ha toccato il suo apice il 24 marzo quando Saad El-Katatny, membro del Partito della Fratellanza musulmana e speaker del parlamento, ha annunciato la lista dei futuri redattori. All’origine della crisi la scelta delle proporzioni tra esponenti parlamentari e membri della società civile, e l’equilibrio tra i membri del Parlamento. Cinquanta delle cento persone nominate appartengono all’attuale parlamento neoeletto: venticinque alla Fratellanza musulmana, undici al gruppo salafita più estremista, tre allo storico partito nazionalista Wafd e i rimanenti, fatta eccezione per quattro indipendenti, ad altri partiti minori. L’assemblea legislativa ha poi selezionato i restanti membri tra figure esterne. Nella lista compaiono sei donne e sei copti, minoranza cristiana che rappresenta il 10% della popolazione egiziana. Tra quanti dovrebbero rappresentare queste “minoranze” si trovano anche Fatima Abu Zeid, nipote di un importante membro del direttivo della Fratellanza, e Rafiq Habibi, professore copto già vicepresidente del Partito degli Ikhwan, i Fratelli musulmani. In aggiunta, secondo  Abdel-Rahman Hussein, giornalista del quotidiano Al-Masry al-Youm, una buona parte di quanti  dovrebbero occuparsi di questioni finanziarie provengono da banche islamiche o sono uomini di affari affiliati alla Fratellanza.l La battaglia sull’assemblea costituente sembra evidenziare ulteriormente il confronto tra  islamisti e istanze civili.  Per saperni di piu’ potete leggere l’analisi pubblicata da Aspenia.

 

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Al Cairo tornano carri armati e coprifuoco

Le reazioni all’ennesimo bagno di sangue di inizio settimana sono state le due grandi manifestazioni di piazza di ieri. Per una volta Tahrir e’ passata indenne alla violenza che si e’ concentrata ad Abassya, dove continua il sit-in iniziato la settimana scorsa dai salafiti. Ad essere vittime della violenza dei baltaghia – mercenari- prima e delle forze militari poi sono stati non solo i salafiti delusi dall’esclusione alle presidenziali di Abu Ismail, ma anche tanti attivisti che sono scesi in strada per chiedere per l’ennesima volta  ai militari di uscire di scena.

La risposta dell’esercito e’ stata chiara: repressione, carri armati attorno al ministero delle Difesa preso di mira dagli attivisti e coprifuoco. Tre morti, centinaia i feriti. Questo il bilancio dell’ennesimo venerdi’ insanguinato. La violenza torna a sconvolgere il paese proprio venti giorni primi dell’inizio delle elezioni presidenziali. A Tahrir si respira lo stesso clima dello scorso novembre quando gli scontri di via Qasr al Eini avevano macchiato la vigilia delle elezioni parlamentari.

Oltre alla triste cronaca, ieri pomeriggio a fare riflettere e’ stata l’ennesimo messaggio Twitter inviato dal sito ufficiale della Fratellanza Musulmana con il quale la Confraternita dichiarava di non essere coinvolta negli scontri in corso. Un tweet alquanto discutibile…visto che i giorni precedenti era stato proprio il partito della Fratellanza a invitare i cittadini a manifestare contro i militari. Ne ho parlato quindi con Hani Shukrallah, direttore del sito online del quotidiano Al-Ahram, a lungo giornalista di quotidiani di opposizione al vecchio regime.

Questa é la solita tattica degli Ikwan, Fratelli Musulmani (ndr). Invita la gente a scendere in strada per fare pressione ai militari e mostrargli che devono cedere il potere, ma quando le cose si mettono male si ritirano. La Fratellanza ha paura di arrivare a un confronto diretto con l’esercito. Sa che non riuscirà mai ad aver il potere senza negoziare con gli ufficiali e per questo non ha interesse a diventare sua nemica. E’ scandaloso.”

Aspettando gli sviluppi dell’Ultimo Venerdi‘ (questo e’ il nome che hanno dato i manifestanti alla protesta di ieri), a quanti sono interessati a seguire il dibattito scatenato dall’articolo sulla condizione delle donne arabe di Mona Eltahawy, consiglio di guardare questo interessante dibattito televisivo  davvero a piu’ voci.

Chiudo con questa foto … esplicativa dalla campagna elettorale in corso al Cairo. Il candidato con il quale si fa fotografare la giovane egiziana e’ Abu el Fothou, islamista moderato uscito dalla Fratellanza che si candida come indipendente.

 

 

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